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Come uscirne?

Prendo spunto dall’articolo pubblicato (cliccate sul link e leggetelo) e penso al povero Aristotele che tiro in ballo ogni volta che vedo compiersi un’atto di governo scellerato. Non faccio politica ma dire che “ogni popolo ha il governo che si merita” è cosa buona e giusta, si cerca un’immagine speculare di chi amministra in coloro che sono amministrati e si accettano tante cose.

Nell’editoria, dire però che i libri pubblicati siano lo specchio dei lettori che esistono è qualcosa che non accetto, è vero a metà. Mi fa rabbia riscontrare che nulla o poco si faccia per avvicinare le persone ai libri. Mi fa rabbia che gli editori non facciano la giusta selezione. Mi fa rabbia che ai premi letterari vinca il libro che non sempre merita. Oltre la rabbia, come uscirne? Cosa posso fare io “scrittore che vuole emergere”, se non condurre la mia crociata alla ricerca di adesioni, rinforzi, sostenitori? I miei nemici? L’ignoranza, la scarsa cultura, la mancanza di impegno. Il web apre orizzonti ampi in cui operare con inventiva, ma come sopperire alle carenze strutturali? Personalmente combatto lo sforzo non compiuto di chi scrive e non cura ciò che pubblica, che sia un blog, un forum. Ad esempio, ieri ho bacchettato uno scrittore dotato secondo me di molto talento ma con nessuna cura della forma (a suo dire “per fretta”). Alla fine mi ha dato ragione e adesso mi vuole come ospite gradito nella bella isola dove vive. Ma con gli editori come si fa, come si corregge la loro miopia? Con lo Stato che non opera in favore della cultura, della scolarizzazione e dell’alfabetizzazione? Come uscirne? C’è un’altra citazione, nota ai più, “L’Italia è fatta, facciamo gli italiani”. La nostra nazione è universalmente riconosciuta come patria di scrittori ritenuti eccellenti in tutto il mondo. Ma gli italiani? Brava gente, certo, in balia di tanta approssimazione oggi come non mai, pieni di inventiva e volontà. Non credo che non desiderino allietarsi con buone letture. Non sono colpevoli e poco “meritevoli”. Leggono Moccia e Volo, liberi di farlo, ma se ognuno facesse il proprio dovere, da chi scrive a chi edita, da chi pubblica a chi deve diffondere il sacro valore della cultura, le cose cambierebbero. In Francia, non ricordo dove, così lessi, regalano un libro di Maupassant ad ogni nascituro. E qui?

Cara Anna Premoli, non me ne voglia, Lei è lo spunto di riflessione, ma anche una protagonista in negativo di ciò che denuncio. Con rammarico Le dico che nella mia personale crociata, è schierata dall’altra parte. Mi dispiace. Cordialità.

francesco marconeti-prego-lasciati-odiare

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